L’Occhio del Purgatorio

La crisi non è una questione economica, la crisi della cultura e società umane è dentro, dentro, dentro l’anima. Non c’è via di scampo, mi dispiace e piango per questo; ma non c’è assolutamente via di scampo per questa perversione. La quantità di lacrime che spargo per la fine di questo mondo che tanto amo è solamente proporzionale all’esigenza che tutto ciò finisca. Che lo stato di prigionia e di schiavitù abbia termine.

Se sono nato qui ed ora è per puro spirito poetico. Il mio animo romantico raggiunge la più alta intensità emozionale e percettiva nei saluti, negli addii, nei funerali, nei rimpianti, nella nostalgia… lo so, l’ho sempre saputo è questa per me è la prova finale che siamo alla fine di un’era, se ci sono nato qui ed ora è per questo.

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L’OCCHIO DEL PURGATORIO

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Le vedo dappertutto

crepe correndo lungo muri

dagli angoli smozzicati

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finestre, occhi morti, dai vetri rotti

teli di plastica che gridano

sbattuti incessantemente dal vento

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volti tutte rughe terrorizzati ustionati

piedi che camminano, scarpe rotte

conducendo pezzi di famiglie senza meta

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Messico Tenochtitlán 13 aprile 2010
traduzione dell’autore dall’originale spagnolo il 13 giugno 2010

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