Oì la banda,
son appena arrivato a Città del Messico. Giorni fa ho visto il film Spirit, tratto dal fumetto omonimo di Will Eisner che leggevo sempre da ragazzino, e, a parte il fatto che mi è piaciuto davvero mentre a volte le riduzioni cinematografiche lasciano a desiderare, c’è la scena finale in cui il protagonista poliziotto zombi lascia da parte le sue varie donne sale sui tetti e dichiara il suo amore per la città: in quel momento io ho pensato a Città del Messico.
Entrata liscia come l’olio: ancora scuro, come i ladri, i vampiri o i sopravviventi di una festa, prima del sorger del sole sbarco e passo l’immigrazione (180 gg subito) e la dogana (semaforo verde, raggi X che non squillano per le pietre e le erbe che trasporto). La Città a quell’ora è calma ed in taxi la si attraversa velocemente. Sotto il mio hotel ci sono Alberto il portiere di notte, Jesus la guardia giurata e Benito la guida turistica infreddoliti (e sì qui siamo a 2200 mt) che mi sorridono e mi danno un affettuoso benvenuto. La mia stanza preferita è magicamente libera, senza prenotazione, hanno cambiato la serratura difettosa che spesso mi ha lasciato fuori e c’è addirittura internet in camera ora. Il cielo è grigio, umido, fresco, la mia pelle si comincia a rilassare, il mio cuore, tanto provato (poveretto!) negli ultimi giorni, si comincia pure a rilassare, l’energia a fluire nelle vene, le idee a frizzare nel cervello. Un amico mi becca in google e mi dice: sei già qui? e mi invita a Tlatelolco (la piazza ove furono massacrati gli studenti nel ’68), che il 10 10 10 alle ore 10 si fa una performance… e in un batter d’occhi sono già sul programma e sul volantino…
Esco: sorrisi, calma, buona educazione dappertutto. È sabato: ci sono i tacos di barbacoa d’agnello col brodo! Poi decido chissà perchè d’andare al Zocalo, la piazza grande, il cuore del centro della capitale e lì:
non a caso lo scrivo in italiano questo resoconto, per i messicani è tutto normale, si credono fermamente 3º mondo e invece qui si vivono come niente fosse grandi eventi a manetta che noi ce li sognamo. Tutto è grande, il cielo, gli alberi, le strade, i sorrisi. E una fiera del libro cosí! Un buon auspicio per me che voglio pubblicare un libro quest’anno e son qui per lavorarci su. Ciao.
girato di mattina prima che arrivi la gente

