¡ LIBERTAD !

Da me vigeva, di nuovo, l’autocensura.

Dico di nuovo perché possiedo un intero libro mio La Spada nel Deserto che forse potrebbe risultare incomprensibile, o in ogni caso meno vendibile sul mercato contemporaneo, perché un giorno senza nome degli anni ’90 mi misi di buona lena a cancellargli qualsiasi riferimento a droghe di qualsiasi tipo… ovvero cancellando indelebilmente metà del testo, centinaia di pagine, e, con un balzo avanti sui tempi senza più nemmeno la distinzione fra buone e cattive; in piena purgAppoggio clerico-familiare (io non sono mai andato in comunità, io dovevo essere il profeta intorno a cui costruire la comunità, ovvero continuare una vita da parassita… la comunità in questione ed il mio ipotetico appartamento senza spese d’affitto sono andati distrutti dal terremoto del 6 aprile, ma l’essermi defilato, il gran rifiuto, non son stati certo sufficienti a non esser corrotto dalla sola ipotesi che ciò potesse essere, con buona pace del caro Woytila, del cristian yoga etc). Ora per chi lo legga resta la poesia di situazioni paranoiche senza che ne venga spiegata la causa, ovvero l’assunzione di sostanze stupefacenti. La pigrizia e la memoria ad accesso casuale, che sembrano sempre più essere una cosa sola, di cui sono fortunato portatore impediscono, per ora, l’operazione di de-censura che corrisponderebbe a ri-scrittura del testo (a proposito l’acronimo di La Spada nel Deserto è LSD, un nome, una garanzia) salvo forse se costretto da qualche editore transalpino o transessuale o transeunte.

Vigeva di nuovo dico l’autocensura perché oramai libero dalla dipendenza da droghe e persino dalla loro assunzione casuale mi ero tirannescamente di fatto imposto la terribile regola del non scrivere appena fuori ovvero anche dopo l’aver bevuto anche un solo bicchiere di vino, magari un ottimo Traminer. In un mondo ove buona parte degli autori non riuscivano nemmeno a tirare fuori la mano dalla tasca e metterla sulla tastiera senza un aperitivo, io, a quell’aperitivo mettevo le mani in tasca: COLPEVOLE! E se per caso avessi scritto lo facevo solo quando davvero ubriaco in preda ad una reazione violenta all’autocensura creavo qualche casino inviando sms o mail a compagne o colleghi con risultati ben immaginabili che mi portarono a rinforzare l’autocensura.

Una delle mie doti è quella di non aver mai preso il Prozac, che poi si rivelò esser un placebo di acqua zuccherina, ma resta il >prozac come idea, la tranquilla via di mezzo emotiva, niente picchi niente valli, pianura eterna senza manco l’orizzonte. Amo gli eccessi io, spesso non bevo, ma il giorno che bevo percepisco il mondo da alcolizzato. Una specie di mutaforma: yogi fra gli yogi, artista fra gli artisti, tossico fra i tossici, represso fra i repressi, paraculo fra i paraculi! Di sicuro è questa una delle mie missioni a questo mondo: percepire tutto in tutte le maniere possibili… (ma c’è ancora quella là del torturato che mi fa paura). Chi sono io? Quello che nei miei sogni esplora misteri stellari baciando la bella promessa dietro l’albero della vita nel bosco delle possibilità nascenti ascoltando il sussurro dello spirito.

Questo file fatica a trovare una cartella ove salvarsi la pellaccia! In piena epoca Pere(s)&Troie(ka), la via della libertà dall’oscurantismo, sempre viva l’Arcangelo Michele in tutte le sue manifestazioni, sulla via del ritorno al nonsipuò-corporativo-bacchettone avevo diviso le mie directory in POESIA e RACCONTI… senza sapere ove ora poter mettere uno scritto come questo… (per fortuna c’è la rete dici metti tutto lì, ma già una volta mi rubarono i soldi e non potetti più pagarmi lo spazio in rete e cancellarono tutto). Vabbe’ creo una directory APHORISMA, giorgio docet, sul mio computer. Anche se già una volta buttai un intero portatile pieno pieno di nettare della mia dea interiore camminando in un campo la notte di Natale solo sulla strada per Ixtlán, in Messico. Vabbe’ quegli scritti l’hanno salvati nella seconda attenzione gli elfi che allignavano quella notte. In quel mondo ancora c’è posto!

come to the sabbath

francavilla al mare 23 luglio 2010

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