AEIOU il papa in Messico 1999: istantanea provvisoria

Il papa è lì, di fronte a me, che mi parla, in primo piano dallo schermo televisivo.

Interrompo di mangiare, preoccupato, seduto al tavolo del ristorante.

Dietro di lui lo scenario è grandioso: il suo palco, faraonico, e, sotto, centinaia di sacerdoti a pregare. Dietro di me la confusione regna normale nel ristorante: camerieri che vanno avanti ed indietro, proprietario e cassiera che discutono animatamente colla radio accesa che strimpella ad alto volume, avventori che discutono in mille idiomi seduti ai tavoli, solo un paio di coppie, le più vicine, guardano la tele come me.

Nella babele di lingue dalla Tv s’impone il latino del papa. Non riesco a seguirlo, il mio antico latino scolastico non è sufficiente all’impresa, ma è il potere di quelle parole, oltre a quello personale del vecchio, che saltano immediatamente all’attenzione delle mie difese automatiche. Cazzo! Quello sta recitando un anatema! Qui, davanti a me, contro di me! Può annichilarmi o ridurmi al suo giogo… devo fare qualcosa!

L’idea di lanciargli un qualche potentissimo mantra tibetano o indù la scarto subito, non mi metto colle religioni, io. E poi sarebbe il suo terreno.

Epperò urgente che io mi difenda in qualsiasi modo, ché quello continua a sviolinare in latino!

Da chissà quale cellula (addominale?) del mio corpo salta fuori il ricordo di alcune parole:

” i karateka, in Cina, usano emettere i suoni puri delle vocali ”

Comincio subito:

“AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA”

Non mi curo delle due coppie che potrebbero sentirmi, anche perchè le loro reazioni sono favorevoli, sembrano comprendere e quasi sentirsi onorate di assistere a tale scontro fra titani.

“EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE ”

Il papa continua a recitare, il suo anatema è potente, il suono delle sue parole riesce addirittura a momenti a non essere coperto, nelle mie stesse orecchie, dal quasi urlo che emette il mio stomaco… il petto, il collo, la bocca. E mentre Sua Santità continua a parlare lentamente inizio colla “IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII” e nello stesso momento vedo illuminarsi il cuore del papa di una fortissima, ma non abbagliante luce bianca.

” IIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII ”

Cazzo, è fermo al chakra del cuore, ecco perchè fanno tante menate sulla pietà e giù di lì, devo aiutarlo, io!, a salir su… e mi concentro, mi sforzo in verità, e quando inizio la O, la luce gli è già arrivata in mezzo alle sopracciglia…

“OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ”

Cazzo! Ma gli sto dando potere, mi sta fregando… il Grande Stregone è davvero tosto, sta addirittura usando le mie stesse difese a suo vantaggio…

“OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ”

Già, così gli sto dando il controllo sulla mente, forse riuscirà a capire di più, per il bene di tutti; ma, e se invece stesse mentendo? E se fosse solo un bluff il suo chiedere scusa (oggi per gli errori dei suoi predecessori, inquisizione, etc…), se fosse falso il suo rispettare gli Spiriti dei popoli, per poi annientarmi alla solita maniera del vecchio Anticristo di Babilonia?

“OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO”

Oddio, certo non voglio portarlo più su, al settimo cielo… e se poi da lassù dovesse lanciarmi un dardo?

“OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO”

il papa alza gli occhi e li fissa diritti nei miei…

“OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ”

… e a voce alta dallo schermo dice:

” Ti sei scordato la U “

This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *